Martha Maria Le Bars fonde pittura, scultura e installazione e compone con tempo, spazio, luce e parole. Ogni nuovo ambiente è per lei uno spettacolo cromatico stimolante. L’artista sviluppa protocolli e dispositivi: li usa, li muove per provocare ambienti o paesaggi speculativi che permettono alla materia e al colore di essere indipendenti nel loro dispiegamento

Matthieu Hemmer è nato nel 1993 a Parigi, in Francia. Ha frequentato il campus ENS di Cachan durante il liceo scientifico prima di iscriversi alla Beaux Arts de Paris. Durante gli studi ha collaborato allo sviluppo del design del marchio Lemaire per i suoi progetti specifici, showroom, laboratori e uffici. Nel 2018 ha organizzato la sua prima mostra personale alla galleria Framboise di Parigi

In seguito agli studi presso la facoltà di Architettura dell’Università IUAV di Venezia si forma nell’ambito della curatela del contemporaneo all’Accademia di Brera a Milano, dove oggi è tutor didattica presso il biennio di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali. Dal 2016 al 2020 è Exhibition Director di Fondazione Converso, uno spazio di produzione artistica e culturale a Milano con sede presso l’ex chiesa di San Paolo Converso

Critica d’arte, curatrice indipendente e ricercatrice con base a Milano, si laurea nel 2017 in “Arti, Patrimoni e Mercati” all’Università IULM di Milano, dove fino al 2020 è ricercatrice a contratto. Nel 2019 frequenta CAMPO19, programma curatoriale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Dal 2019 è direttrice artistica di The House, progetto per l’arte emergente e la ricerca multidisciplinare con sede in un appartamento privato e studio di architettura

Sanjeshka (Sanja Pupovac) è un’artista serba nata a Zara nel 1983. Figlia di un diplomatico jugoslavo, si è spostata spesso durante la sua infanzia. Durante la crisi jugoslava, viveva in Kuwait con la sua famiglia, quando le fu negata la cittadinanza sia serba che croata. Di conseguenza, la famiglia viveva all’interno dell’ambasciata Jugoslavia in Kuwait e non poté lasciare il paese. Durante questa condizione prolungata, Sanjeshka ha frequentato una scuola indiana. La sua cultura e il suo lavoro, soprattutto le sue influenze verbali derivano dalla poesia e dalla cultura araba e indiana, oltre che dalle più evidenti influenze italiane

Elda Miniero è un’ artista multidisciplinare, le sue opere coesistono e danno forma ad Eldorado: una città dorata utopica, in cui si inseguono ricordi e memorie travisate, oggetti realizzati e realizzabili. Classe ‘98 e nata a Benevento, si iscrive al Liceo Classico ed inizia la sua formazione all’estero con il 4o anno di Liceo in Danimarca. Al suo rientro viene investita da una macchina mentre passeggiava su un marciapiede, passa il successivo anno e mezzo in riabilitazione. L’esperienza la segna profondamente, portandola ad investigare pattern di memorie traumatiche ed immagini salvifiche

Paolo Gonzato (Busto Arsizio ,1975) vive e lavora a Milano. Del 2012 è rappresentato dalla galleria APALAZZO dove nel 2023 presenterà una mostra personale. Il suo lavoro, da sempre rivolto alla trasformazione e alla marginalità, si occupa di dinamiche recessive e di sospensione. A questo proposito dal 2003 realizza una serie dal titolo OUT OF STOCK, la più recente BARACCHE e altri gruppi di lavori

Anna Franceschini con la sua ricerca indaga gli oggetti, i manufatti, le merci, le loro modalità di esposizione – il loro display –  per ridiscuterne il ruolo e la configurazione nell’orizzonte dell’estetica del capitale. Alla base della sua indagine sulla realtà c’è il cinema inteso come movimento. Sculture cinetiche, performance e macchine celibi, sono, per Franceschini, un cinema fatto “con altri mezzi” e l’animazione, accidentale o indotta meccanicamente, costituisce un mezzo per suscitare stupore, turbamento o semplicemente un momento di empatia con “le cose”.

Il lavoro di Irene Fenara investiga il gesto che sta alla base di ogni operazione fotografica: il guardare. In particolare osserva, investiga e interpreta il modo in cui guardano le macchine. Sono centinaia gli sguardi meccanici davanti ai quali passiamo ogni giorno. Irene Fenara si concentra principalmente su telecamere di sorveglianza. Le immagini che mostrano spesso non sono chiare, sporcate da una serie di errori, come un ostacolo davanti all’obiettivo, un difetto di risoluzione o un’evidente alterazione cromatica

Babau è un progetto pantropicale fondato da Matteo Pennesi e Luigi Monteanni in cui la fascinazione per l’exotica, la world music 2.0 e i field recordings incontra le tecniche compositive e improvvisative della computer music. Il loro ultimo lavoro, l’album Stock Fantasy Zone, è stato pubblicato recentemente su Discrepant. Il duo ha partecipato a vari festival italiani e non