LUGLIO

ALESSANDRO DI GIAMPIETRO

Il progetto di Alessandro Di Giampietro per Casa degli Artisti propone metafore della dimensione esistenziale, visibili e al contempo invisibili, che si presentano come sorta di mediazione tra il sé e il mondo. L’intervento pensato dall’artista asseconda un processo di dematerializzazione dell’arte e consiste in un’installazione modulabile che partecipa all’apparenza complessiva dell’edificio senza che questo perda la propria identità. The Nowness of the everyday si compone di una serie di tende cucite dall’artista stesso, in cui ago e filo vengono usati come se si trattasse di strumenti per la scultura. Alterando, aggiungendo, trasformando, ogni elemento del modulo è differente dall’altro, tali entità proteggono dall’esterno tutte le finestre dell’edificio restituendo una differente dimensione spaziale dello stesso pur rimanendo elementi vibranti e aleatori. Con l’essere esposta alla luce delle ore del giorno e ai riflessi della notte, al sole ma anche alla pioggia e al vento, alla brezza come alle intemperie, quest’installazione site–specific, oltre a generare una voluta irritazione ottica legata agli intenti della psicologia della percezione, si apre a molte forme di scambio e di estetica relazionale non predeterminabile.

Sempre all’incrocio tra fotografia e arti performative, sin dagli esordi la pratica di Alessandro Di Giampietro, funzionale e provocativa, combina l’artigianato di un fare manuale, la dimensione materiale e gestuale, con correnti radicali. La sua origine processuale, carica di ironia, reiterando riti privati, ha lo scopo di riportarci ad un altrove della mente. Quell’altrove che si trova proprio qui, nel momento presente, racchiuso in un istante e che trasforma il luogo fisico in un luogo interiore.

 

 

 

ALEX DORICI e YARI MIELE

Il confronto tra realtà svizzere e italiane, fil rouge di questo progetto, si esplica perfettamente nella residenza degli artisti Alex Dorici (che vive e lavora prevalentemente a Lugano) e Yari Miele (che vive a lavora prevalentemente tra Cantù e Milano, con frequenti incursioni in Svizzera).

Questa loro residenza è il primo step di un lavoro che proseguirà nei mesi successivi e che si concluderà con un’esposizione nel mese di settembre.

Il lavoro di entrambi partirà dall’utilizzo delle cime nautiche dell’azienda Gottifredi Maffioli di Novara (che sostiene il progetto) per dare forma a un’installazione site-specific che interagirà con l’architettura della Casa, curata da Marco Tagliafierro.

 

 

 

GHEMON

“Il luogo in cui si compone cambia la modalità di scrittura e di creazione. Quando le percezioni sensitive sono rivolte ad altro rispetto agli spazi in cui siamo abituati a lavorare (nel mio caso, il mio studio di registrazione e casa mia) cambia anche il linguaggio con cui si descrivono le cose, sia nei testi che in musica. Dopo due anni di lavoro nella mia personale “tana”, ho cercato una luce diversa per poter iniziare il racconto della mia nuova trasformazione musicale. Quando ho visto quella che entrava dalle finestre dell’ “Atelier musicale” della Casa degli Artisti, ho capito da quella desideravo essere illuminato. Per iniziare a mettere le fondamenta dei miei nuovi progetti, nel cuore della città che ho scelto e che mi ha scelto, undici anni fa.”

Ghemon è uno dei più talentuosi e apprezzati artisti hip hop italiani. Negli anni ha attuato un continuo rinnovamento del suo personalissimo stile musicale: partito dal rap lo ha poi mescolato al soul, al funk, al jazz e alla musica italiana, diventando un artista unico nel panorama italiano.

 

 

 

MARCO GIUDICI

“In Aprile trasferirò il mio studio e i miei strumenti all’interno di Casa degli Artisti. Saranno con me Adele Altro e Alessandro Cau. Partiremo da un piccolo suono digitale e astratto, attraverso l’ascoltarci e il suonare liberi arriveremo ad una nuova canzone, scritta da me e Adele. Si chiama Io cerco per sempre un bivio sicuro.

Costruire delle atmosfere sonore mi ha aiutato a stare bene negli ultimi anni. Stare bene è forse un po’ poco. Qualcosina in più. Sicuramente è la cosa che mi ha predisposto a scrivere nuova musica su cui lavorerò in futuro. Per questo ho sentito potesse essere interessante provare a condividere questo momento e allargarlo alla mia famiglia musicale, ospitare un piccolo pubblico e registrare quello che succederà. In un disco solitamente c’è un punto di arrivo e questo sicuramente non lo è, ma non so ancora dire cosa sarà. Se un concerto, una performance, una registrazione in studio, un disco di musica non composta. Sento di voler lasciare in sospeso le definizioni e godermi l’esperienza.”

Con queste parole Marco Giudici descrive il suo percorso di residenza a Casa degli Artisti

 

 

 

FORSE ORA

Dopo la loro prima apparizione pubblica a Club to Club in occasione delle “open rehearsals” presentate in collaborazione con Miart a Settembre 2021, i FORSE ORA ritornano alla Casa degli Artisti per una residenza di due settimane, in cui gli artisti finalizzeranno la scrittura di alcuni brani a cui stanno lavorando.

Gli artisti integrano il tema del programma delle residenze 2022 Humane Nature esplorando il corpo come dispositivo di creazione e recuperando la fisicità degli strumenti musicali come estensione del loro linguaggio espressivo.

I tre musicisti, che vengono da carriere soliste nella musica elettronica, recuperano in questo progetto il loro background strumentale legato alla chitarra elettrica (Caterina Barbieri), basso (Jim C. Nedd) e alla batteria (Lorenzo Senni), affiancati all’uso di voce e synth.

FORSE ORA è una band formata da Caterina Barbieri, Jim C. Nedd e Lorenzo Senni. Il progetto musicale è nato durante il lockdown quando tutti e tre gli artisti si sono trovati bloccati a Milano e hanno finalmente trovato il tempo e lo spazio per dare vita alla band.

 

 

 

SARA CALANDRA, VICTOR MANZONI FAZZINI, ELIANA ROTELLA, LUCA DE MARINIS E LUCA SCARLINI

Il progetto è strutturato da una serie di racconti sulla storia di Casa degli Artisti e delle risonanze dell’ambiente che circonda il luogo a partire dalla fine dell’800.

Milano è una città che ama dimenticarsi di sé. Il suo passato – soprattutto se sporco, disordinato, volgare – va evitato, come un argomento scomodo di conversazione tra un Martini e l’altro. Senza oliva, ovviamente. Eppure il quartiere che oggi ospita Casa degli Artisti non è sempre stato vetrate e sampietrini.

Sotto la guida di Luca Scarlini e la supervisione di Luca de MarinisSara Calandra (studentessa dell’Accademia di Brera), Victor Manzoni Fazzini (studente dell’Accademia di Brera, responsabile del sound design & editing) ed Eliana Rotella (drammaturga diplomata alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi) trovano nella residenza in Casa degli Artisti la possibilità di ricostruire un passato tutt’altro che scintillante, ma non per questo meno vivo, meno pulsante.

 

 

 

LARA ILARIA BRACONI E PIERMARIO DORIGATTI | ANTICA STRANIERA

La residenza dei due artisti di generazione diversa, Lara Ilaria Braconi (1992) e Piermario Dorigatti (1954), nasce dalla volontà di sostenere Casa degli Artisti da parte di Laura Bogani e Arrigo Giacomelli, eredi di Aristodemo e Ferruccio Bogani, i due filantropi che nel 1909 avviarono i lavori per la costruzione di un edificio consono al lavoro degli artisti.

Con lo stesso spirito mecenatistico, Massimo Morlacchi, erede della storica Ditta di Belle Arti di Brera (1880), ha deciso di sostenere il progetto  e di fornire agli artisti i colori, le tele e il materiale utili al loro lavoro.

Antica Straniera è la pittura che abita le vite di questi due artisti ogni giorno e, a fronte di questo, la residenza, che li vede condividere lo stesso atelier, prende nome.

I due pittori collaboreranno durante il percorso di residenza allo svolgimento dei laboratori per bambini a cura di Cora Fossati. Il progetto è coordinato da Lorenzo Vatalaro e curato da Caterina Frulloni.

Partner tecnici e sostenitori:
Laura Bogani e Arrigo Giacomelli
Belle Arti Crespi, Brera
Argelab, vini naturali selezionati da Andrea Chersicla

 

 

 

MARIANNE MIRAGE

Nel tangrismo, in Mongolia e in Siberia esiste la Yasa, la legge che mette in comunicazione l’uomo con la natura, che ne facilita l’equilibrio. La residenza di Marianne Mirage indaga ogni giorno su elementi sonori, emotivi e spirituali per lavorare su questo equilibrio.

“La natura negli spazi della metropoli è sempre più ridotta e contingentata; così si esplorano, nel microclima di casa, le piante dall’amazzonia, che stanno bene al caldo di casa, cactus messicani vicino al termosifone mentre in lontananza sentiamo i rumori del traffico che si trasformano in mantra. Queste sinfonie sono il nostro tempo. Il bisogno di chiudersi in sé stessi, imparare a volersi bene e leggere o fermare le frenesie della mente vivere in modo presente dentro la velocità di un tempo che non si vuole fermare. “HATHA- Ha” significa sole, nel nostro corpo l’anima, la nostra parte maschile. “Tha” significa luna, che è la nostra coscienza, la parte femminile. L’energia del sole non si attenua mai, mentre la luna svanisce ogni mese e poi di nuovo da luna nuova ridiviene piena. Lavoreremo per far dialogare questi mondi lontani. L’uomo con la donna. il Sole con la luna. L’anima con la sua coscienza.” Con questi pensieri Marianne affiancata da Marquis per la produzione artistica, hanno dato inizio alla prima residenza musicale del 2022 a Casa degli Artisti.