PIANOSOFIA 2021

dal 21 SETTEMBRE
al 30 SETTEMBRE 2021

Casa degli Artisti accoglie per il secondo anno PianoSofia – festival che coniuga musica e conversazioni filosofiche – come luogo che rappresenta uno spazio di dialogo tra le arti.

Dopo il successo della prima edizione, i direttori artistici Silvia Lomazzi e Luca Ciammarughi desiderano ribadire con incisività la forza terapeutica del pensiero denso di significato e della musica eseguita dal vivo.

Il Festival apre ogni appuntamento alle 19.00 con incontri con filosofi ed esponenti della cultura in dialogo sul programma musicale del concerto e sulla loro esperienza autobiografica. Seguono alle 19.30 i concerti che hanno al centro il pianoforte nelle sue diverse sfaccettature: solistico, con la voce, con altri strumenti.

Un fil rouge traccerà un disegno che lega insieme la musica con un breve inserto poetico; inoltre un tratto peculiare del festival è delineato da una serie di prime esecuzioni assolute di musiche commissionate da PianoSofia a compositori italiani e stranieri.

In questa seconda edizione, sarà inoltre possibile cenare negli spazi della pensilina della Casa a fine concerto per un momento di condivisione e incontro informale tra artisti e pubblico.

 

Ci saranno ospiti importanti come Michele Piana, matematico e pianista che dialogherà insieme a Luca Ciammarughi il 21 settembre su ‘l’ineffabile non so che…’ con musiche di autori francesi dell’800 e ‘900 eseguite dal pianista Jean François Antonioli. Seguirà il 22 settembre un dialogo su ‘Eros, Thanatos e Tango’ con i filosofi Florinda Cambria e Carlo Sini e musiche legate al tango con la fisarmonica di Pietro Roffi e il pianoforte di Alessandro Stella. Il 23 settembre una conversazione con il prof. Markus Ophaelders sul tema ‘percussioni e ripercussioni: dalla musica alla psiche’ sarà seguita da un duo pianoforte e percussioni con la pianista Silvia Giliberto e il percussionista Matteo Savio. Il 24 settembre Laura Formenti, psicologa e pedagogista, dialogherà sull’indicibile con parole e musica eseguita da Marino Formenti, pianista acclamato a livello internazionale, nel particolarissimo format di ‘Ma Mort’.  Il 28 settembre, la filosofa Claudia Baracchi declinerà in termini filosofici e psicanalitici il tema della giovinezza, con un dialogo insieme a Silvia Lomazzi, dal titolo ‘Rêverie giovanile’. Seguirà un concerto liederistico con il soprano Liudmila Zhiltsova e con Silvia Lomazzi al pianoforte. Carlo Serra e Artin Bassiri Tabrizi interverranno in una conversazione filosofica ‘sulle corde di Rameau’, prima del concerto-spettacolo con Luca Ciammarughi al pianoforte e i ballerini Pablo Ezequiel Rizzo e Alessandra Cozzi. L’ultima data del festival è affidata agli psicanalisti junghiani Nicole Janigro e Romano Madera, fondatori della scuola Philo, che ci parleranno di ‘Cultura culto della cura’ e seguirà il concerto del grande pianista Francesco Libetta.

 

Le voci recitanti per gli inserti poetici saranno quelle di Silvia D’Anastasio, Annina Pedrini e Nicola Ciammarughi.

 

PianoSofia quest’anno raddoppia lo sforzo e propone anche due appuntamenti a Villa Litta Modignani (Affori), in cui potremo ascoltare tre fra i maggiori giovani talenti del panorama pianistico attuale: sabato 25 settembre Serena Valluzzi, fresca di quarto premio al prestigioso Concorso “Busoni” di Bolzano; lunedì 27 settembre Giacomo Menegardi (Premio Alkan 2021) ed Emma Pestugia.

 

PianoSofia si avvale quest’anno della collaborazione con Fazioli Pianoforti:  tutti i concerti avranno al centro un Gran Coda Fazioli F 308.

 

Per una scelta di coinvolgimento musicale che va oltre la performance artistica della serata, il pianoforte in sala sarà a disposizione del pubblico per esecuzioni estemporanee: chi lo desidererà, potrà suonare dalle 21 alle 21.30, solo se avrà mandato entro due giorni prima una mail a [email protected], specificando la musica e la durata dell’esecuzione.

Casa degli Artisti

 

21 settembre, martedì, ore 19:

’ l’ineffabile non so che…’

dialogo con Michele Piana e Luca Ciammarughi

Jean François Antonioli, pianoforte

musiche di Fauré, Franck, Emmanuel, Debussy

prima esecuzione italiana di un brano di Maurice Emmnauel

 

Per l’appuntamento di apertura di questa seconda edizione di PianoSofia abbiamo scelto di ispirarci a Vladimir Jankélévitch, che in sé riunisce il fascino e le fertili contraddizioni del musico-filosofo. Come coniugare la teoresi filosofica con la natura imprendibile della musica? Jankélévitch ci riesce attraverso la profonda compenetrazione della sua scrittura con la musica stessa, poiché non si dovrebbe parlare di musica se non facendolo musicalmente. Il “non so che” e l’ineffabile sono al centro della sua riflessione, che trova in Fauré e Debussy due degli autori cardine, proposti nel recital del pianista Jean-François Antonioli, ricercato interprete di questo repertorio. Il matematico, pianista e studioso di Jankélévitch Michele Piana, insieme a Luca Coammarughi, ci aiuterà a entrare in un pensiero che parte da basi scientifiche per ricordarci però come la musica sfugga a qualsiasi trattazione sistematica.

 

22 settembre, mercoledì, ore 19:

‘Eros, Thanatos e Tango’

dialogo con Florinda Cambria e Carlo Sini

Pietro Roffi e Alessandro Stella, fisarmonica e pianoforte

prima esecuzione assoluta di Fabio Massimo Capogrosso (1984)

 

Il tango è come un dialogo, è sintesi di felicità e disperazione, di passionalità e nostalgia. La fisarmonica di Pietro Roffi e il pianoforte di Alessandro Stella, evocheranno la dimensione erotica dionisiaca che si fonde con quella tragica di Thanatos. Lo spettro della morte si getta febbrilmente tra le braccia del daimon dionisiaco in una voluttuosa danza. L’erotismo non è generato dal contatto fisico ma dalla possibilità di creare qualcosa insieme. Il dialogo con Florina Cambria e Carlo Sini ruoterà sinuosamente attorno a questi temi.

 

23 settembre, giovedì, ore 19:

‘percussioni e ripercussioni: dalla musica alla psiche’

dialogo con Markus Ophaelders

Silvia Giliberto, pianoforte, Matteo Savio, percussioni

prima esecuzione assoluta di Raffaele Marsicano

 

Markus Ophaelders, filosofo e saggista, focalizzerà le sue riflessioni sull’ambivalenza culturale dell’incontro tra pianoforte e marimba, espressione musicale del fatto che cultura significa sempre incontro tra il proprio e l’estraneo. Il senso d’appartenenza, l’identità è possibile solo se si è disposti a rinunciare, a perdere. Guardare al futuro, dunque, significa guardare all’altro senza però dimenticare il passato, il proprio e quello degli altri. La trascrizione dell’arte della fuga di Bach invita all’esplorazione di registri identitari mutevoli capaci di includere l’alterità e di riconoscere il sé nell’altro che, in questo caso si presume, fu mio. Sarà seguito da un duo pianoforte e percussioni con la pianista Silvia Giliberto e il percussionista Matteo Savio.

 

musiche di:

Georges Aperghis, (1945) da “Quatre pieces fébriles” n° 1

e 3 [marimba/piano] (13 min)

Johann Sebastian Bach, (1685-1750) dall’ “Arte della fuga” [marimba/piano]:

-Contrapunctus I

-Contrapunctus XII Canon alla ottava

-Contrapunctus XIII Canon alla duodecima in contrappunto alla quinta

-Contrapunctus XIV Canon alla decima

-Contrapunctus XV Canon per augmentationem in contrario motu (18 min.)

Iannis Xenakis, (1922-2001) “Rebonds b” [percussione sola] (6 min.)

Iannis Xenakis, “Six chansons” [piano solo] (8 min)

Giannis Papakrasas, “Duo for piano and percussion” (4,30 min)

 

24 settembre, venerdì, ore 19:

‘ma mort’

dialogo con Marino e Laura Formenti

musiche di Girolamo Frescobaldi (1583-1643), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Johann J. Froberger (1616-1667), Salvatore Sciarrino (1947).

 

Come dialogare sull’indicibile? Come avvicinarsi là dove neppure gli angeli osano posare il piede? Il senso della vita si fa più pieno quando coniuga la consapevolezza della fine e la capacità di vivere il presente. La musica è presenza. Un dialogo silenzioso, sospeso, al di là del tempo e dello spazio; eppure, intensamente incorporato e materiale. Vibrazioni sonore, risonanze biografiche, relazioni di relazioni. Tra un fratello e una sorella. Tra un artista e il suo pubblico. Tra la comunità di pratiche filosofiche e il mondo più che umano

 

 28 settembre, martedì, ore 19:

‘rêverie giovanile’

 dialogo con Claudia Baracchi e Silvia Lomazzi

Liudmila Zhiltsova, soprano e Silvia Lomazzi, pianoforte

Musiche di Alexander von Zemlinsky, Alban Berg e Sergej Prokof’ev

prima esecuzione italiana di Nimrod Borenstein (1969)

 

La giovinezza, tema interpretato in chiave filosofica con variazioni psicanalitiche da Claudia Baracchi, filosofa, saggista e presidente della scuola Philo, insieme a Silvia Lomazzi. Pensieri come un controcanto alle musiche in programma che sono state composte da autori che allora erano giovani e ci portano agli albori della psicanalisi, nei primi anni del 1900. Alban Berg scrive a Vienna la Sonata op. 1 tra il 1907 e il 1908, Sigmund Freud dà vita in quegli anni alla sua teoria psicoanalitica. In Russia Sergei Prokofiev scrive la prima Sonata per pianoforte, l’op. 1, nel 1909. Il mondo notturno delle emozioni evocate dalla musica e il linguaggio sfuggente dell’inconscio risuonano da leitmotiv. Seguirà un concerto liederistico con il soprano Liudmila Zhiltsova e con Silvia Lomazzi al pianoforte.

 

29 settembre, mercoledì, ore 19:

‘splendore e naufragio del piacere’

dialogo con Carlo Serra e Artin Bassiri Tabrizi

Concerto danzato “Sulle corde di Rameau”

Luca Ciammarughi, pianoforte

Pablo Ezequiel Rizzo e Alessandra Cozzi, danzatori

musiche di Jean-Philippe Rameau (1683-1764) e Francçois Couperin (1845-1924)

prima esecuzione assoluta di Giuseppe d’Amico

 

Carlo Serra e Artin Bassiri Tabrizi interverranno in una conversazione filosofica ‘sulle corde di Rameau’, prima del concerto-spettacolo con Luca Ciammarughi al pianoforte e i ballerini Pablo Ezequiel Rizzo e Alessandra Cozzi. La chiave di lettura è la rivalutazione del Settecento come secolo della sensazione, e quindi del piacere sensibile, opposto al predominio del sentimento nell’Ottocento. Il Settecento – e quello francese in particolare – emerge quindi non come un’epoca di razionalismo e simmetrie, ma come un’epoca estremamente più ‘corporea’ del Romanticismo.

 

30 settembre, giovedì, ore 19:

‘cultura culto della cura’

dialogo con Nicole Janigro e Romano Madera

Francesco Libetta, pianoforte

Musiche di Debussy, Stravinsky, Chopin, Schumann, Ravel.

prima esecuzione assoluta di Carla Magnan (1968)

 

Gli psicanalisti junghiani Nicole Janigro e Romano Madera, fondatori della scuola Philo, parleranno di ‘Cultura culto della cura’. Seguirà il concerto del grande pianista Francesco Libetta. A PianoSofia cerchiamo connessioni tra musica e pensiero che vuol dire ampliare lo sguardo e volare alto, con un respiro rigenerante. Francesco Libetta, librandosi in volo con le sue mani alate, ci porterà con lui ad innalzarci in uno spazio sospeso.

 

 

Villa Litta Modignani

 

sabato 25 settembre, ore 11

Serena Valluzzi – Pianoforte (Musiche di Busoni, Ravel, Rachmaninov)

 

lunedì 27 settembre ore 16

Giacomo Menegardi e Emma Pestugia– Pianoforte solo e duo pianistico (Musiche di Mozart, Haydn, Prokof’ev, Janaček)

INFORMAZIONI PRATICHE

21 – 30 settembre

Ingresso con prenotazione su: 

www.pianosofia.it

o acquisto in loco mezz’ora prima del concerto

Biglietti: 10 euro 

 

Casa degli Artisti

21 settembre 19.00 | ‘L’ineffabile non so che…’

22 settembre 19.00 | ‘Eros, Thanatos e Tango’

23 settembre 19.00 | ‘Percussioni e ripercussioni: dalla musica alla psiche’

24 settembre 19.00 | ‘Ma mort’

28 settembre 19.00 | ‘Rêverie giovanile’

29 settembre 19.00 | ‘Splendore e naufragio del piacere’

30 settembre 19.00 | ‘Cultura culto della cura’

Villa Litta Modignani

25 settembre 11.00 | Serena Valluzzi 

27 settembre 16.00 | Giacomo Menegardi e Emma Pestugia